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Note Critiche

 

Gli itinerari di Ettore della Savina

NEL SEGRETO DELLA NATURA

di Lella Tucci


Un cammino omogeneo e consequenziale è per un artista una qualità rara; la mente dialoga con la fantasia e spesso l'ispirazione nasce da diverse sensazioni che la sensibilità del pittore percepisce dall'esterno come stimolo creativo.
Ettore Della Savina ha singolarmente costruito una rigorosa gabbia per la sua fantasia e ci piace presentare la sua pittura con una serie di dipinti che abbiamo chiamato gli "itinerari fantastici".
Non a caso, il pittore piemontese rappresenta simbolicamente nelle foreste di paesi lontani una verità esistenziale. Per questo artista la natura è l'origine, il fine, il rifugio e l'accusa della condizione umana.
Un autentico rapporto d'amore lo lega alla "madre" dell'uomo, che è anche il "sempre" dell'essere.
Intricati arbusti e lussureggianti foreste sono la rappresentazione dei "grovigli" dell'uomo e del suo io segreto; gli smaglianti colori delle sue tele, i segni intricati dei rami che s'avvinghiano l'un l'altro, esprimono le fantasie, le sovrapposizioni, le contraddizioni e i tormentati percorsi della mente nei sentieri dello spirito. Le sue tele rappresentano una policroma varietà di itinerari mentali, ma attenzione, contrariamente all'apparente libertà del segno, una gabbia ferrea e rigorosa contiene un messaggio logico che non lascia spazio all'inconsio e al casuale.
L'ansia di esplorare la verità ancestrale non ha esitazioni o ripensamenti, ogni cromatismo e ogni segno nascono da un racconto collocato nella rappresentazioni lontane di paradisi perduti, spesso inesplorati, simboli di una libertà forse ancora non vissuta, ma da difendere, espressione di un convincimento interiore, di una filosofia esistenziale ben precisa.
Con la violenza cromatica e con l'intrigo della forma il pittore valica la rappresentazione del reale nell'espressione di un messaggio emblematico.
L'alienazione dell'uomo, nella selva delle contraddizioni e nella realtà della lotta esistenziale, cerca nella natura una soluzione di salvezza.
Solo dalla fonte dell'amore e dalla fede nell'amore potrà nascere un'intesa per l'umanità tutta.
Il messaggio che Ettore Della Savina ci trasmette è legato al miraggio di una nuova società, alla quotidianità vissuta lontana dal ritmo spesso violento, turbato dai fantasmi delle costrizioni imposte alla condizione umana; gli itinerari fantastici cercano l'evasione verso una condizione liberatoria, in un comune denominatore di armonia collettiva.

 

Ettore Della Savina è indubbiamente uno degli artisti più emblematici del dopoguerra: lo testimoniano sia l'evoluzione dello stile, sia ancora i suoi "documenti" pittorici che, spesso, assumono valenze di denuncia e di commento drammatici nel pur vivace ed articolato dibattito sulla decadenza del pensiero e della vita in Occidente.
Tecniche di grande effetto, composizioni magmatiche che assumono i risalti di una perfezione cromatica conquistata con un retroterra culturale di ampio respiro, porgono il sostegno ad un discorso pittorico capace di catturare l'attenzione della critica e del pubblico.
Ettore Della Savina diviene, così, protagonista di un discorso aperto sui destini dell'Uomo, grazie al fatto di non aver mai rinnegato il dovere di testimoniare la sofferenza. dell'Umanità, aprendo pochi spiragli di luce ancorati alla fede nella libertà ed alla fiducia nello spirito creativo delle nuove generazioni.

Il Presidente dell'APT
Gian Franco Fisanotti

 

Stralci di cronaca:

........................ Preziosi e stupendi messaggi artistici di Ettore Della Savina che partecipa, col suo talento ed il suo linguaggio, ad esplicare una comune tensione ideale...............

Selim Tietto - 1982 - CORRIERE VENETO

........................ Abbiamo gustato questi lavori e avremmo avuto il piacere di conoscere Ettore Della Savina, pittore veramente geniale, lecui opere sia per i soggetti, sia per la delicatezza delle tinte, sia per la originalità, piacciono molto e danno, pertanto, bellezza al libro.

Renzo Marcato Quagliardi - 1982 - RINASCITA SUD - COSENZA

........................ Tutto da meditare nei dipinti di Ettore Della Savina, tutti da fissare in ogni dettaglio e poi guardare globalmente. Ne risulta un tutto organico molto convincente, delicato e forte.

Sivana Falliero - 1982 - ROMA

 

Così D. G. Cravero ha scritto di lui:

«... Il torinese Ettore Della Savina, che è stato allievo di Raffaele Pontecorvo, nei suoi quadri spazia attraverso concetti futuristi e di vago sapore « lunare » a delle composizioni tipicamente surreali. Particolare interesse suscitano i grafici, in cui il pittore esprime con policrome spirali galattiche le stimolazioni psicologiche dell'animo umano. Della Savina nei ritratti, invece, mette in assoluta evidenza il significato simbolico ed enigmatico di determinati oggetti che sono sbalzati sul fondo chiaroscurale e che fanno da contorno alla figurativa surreale. I volti quasi ieratici, esprimono l'evidente trasporto nel passato e l'accostamento atavico di personaggi ». 
« La nuova "maniera" pittorica di Ettore Della Savina, ci sembra un lodevole tentativo di rispondere con purezza d'animo a taluni enigmi che egli si prospetta e cerca di risolvere con un anelito che non esiteremo a definire "religioso". Come si potrebbe classificare il suo odierno "linguaggio figurativo"? Noi personalmente azzarderemo la formula del surrealismo astratto. Una formula però del tutto approssimativa ed arbitraria. Infatti ciò che conta osservando un'opera d'arte non è certo l'etichetta, bensì l'estro interiore di colui che l'ha concepita ».
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E Franco Terziani:

«... Ettore Della Savina propone delle opere nelle quali trova modo di esprimere concetti assai impegnati, realizzati con una nuova tecnica definita selenitica. Si tratta di una tecnica in cui si accoppiano ori ed argenti, in una sorta di protoplasma dall'aspetto metallico, tuttavia «vivente», con indubbi effetti di dinamismo e buona resa di quest'atmosfera quasi siderale. Nel quadro «L'uccello siderale», e in altri similari, è già lecito pensare ad una dialettica di molecole giocanti in uno spazio che non è fisico, ma cosmico. E' forse la ricerca di una precisazione della creazione, che costituisce il motivo principale della pittura di questo torinese ». 

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